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Intrecci di luce nel buio

    Come la maglia mi accompagna nell’attesa di Elisa

    Diventare nonna è un traguardo che si immagina sempre dipinto di colori pastello, pieno di una gioia pura, leggera e senza ombre. È una promessa di futuro che scalda l’anima. La realtà, però, a volte decide di percorrere strade tortuose, lasciandoci a piedi nudi in territori inaspettatamente freddi.

    In questo periodo in cui sono in attesa della mia nipotina, Elisa, mi sono trovata ad affrontare un ospite silenzioso, inatteso e pesante: la depressione reattiva.

    È uno stato d’animo che toglie il respiro, che opacizza anche i sogni più belli e fa apparire ogni piccola azione quotidiana come una montagna insormontabile. Non è facile parlarne apertamente: la società ci vorrebbe sempre radiose e grate, soprattutto di fronte a una nuova vita che si affaccia all’orizzonte. Ma nascondersi dietro un sorriso forzato non aiuta a guarire.

    In questo cammino faticoso e in salita, ho trovato un alleato prezioso, un custode paziente che mi sta aiutando a combattere i momenti più bui: il mio lavoro a maglia.

    🧶 La terapia silenziosa di “un punto alla volta”

    Prendere in mano i ferri non è per me un semplice passatempo per riempire le ore. È diventata una vera e propria ancora di salvezza per la mente, una meditazione attiva che parla al cuore senza bisogno di parole.

    Ecco come questo antico sapere mi sta curando:

    • La lentezza come cura: In un’epoca che ci impone ritmi frenetici e una felicità di facciata, la maglia esige calma. Un punto dritto, un rovescio. Senza fretta, rispettando i tempi del filo e quelli del respiro.
    • La presenza nel “qui e ora”: Il conteggio dei punti e la consistenza della lana morbida tra le dita costringono la mente a fermarsi. Quando l’ansia per il futuro o la tristezza del presente cercano di travolgermi, mi concentro sul ferro successivo. La mente si placa, focalizzata solo sul ritmo ipnotico e rilassante delle mani.
    • Creare calore dal nulla: Vedere un semplice gomitolo informe che pian piano si trasforma, riga dopo riga, in una minuscola copertina o in un maglioncino per il nipotino che verrà, ha un potere straordinario. Mi ricorda che, nonostante il grigiore interiore, dentro di me c’è ancora la capacità di generare bellezza, morbidezza e amore tangibile.

    Un filo teso verso il domani

    La strada per uscire da questa nebbia è ancora lunga e non priva di ostacoli, ma ogni maglia che chiudo è un piccolo patto che stringo con il futuro.

    È il mio modo di sussurrare a quel bimbo o a quella bimba che arriverà: “La tua nonna ti sta aspettando, e sta intrecciando per te tutto l’amore che ha nel cuore. Un punto alla volta.”